L’amicizia nell’era di Facebook
Quante canzoni ascoltiamo e quante frasi ci ritroviamo a leggere ogni giorno sull’amicizia? Un centinaio? O forse un migliaio? E siamo proprio sicuri che tutto questo ci descriva realmente ciò che per noi significa avere un amico al nostro fianco? Non potremo mai saperlo. So solo che la parola ‘’amicizia’’ contiene in sé qualcosa di poetico, di misterioso, che non può essere facilmente svelato. L’unica cosa certa è che nel corso del tempo, il concetto di amicizia e la sua manifestazione è cambiato quasi del tutto. Ci troviamo così a fare un paragone tra le relazioni interpersonali del passato e quelle dei giorni nostri, fortemente influenzate dalla tecnologia.
Le nuove generazioni, passano gran parte del loro tempo navigando in rete. Questa offre programmi e siti di qualsiasi genere, ma, simbolo di questa nuova gioventù, luogo di ritrovo virtuale, è sicuramente il social network più utilizzato nel mondo, “Facebook’’. Proprio su questo fenomeno un ex professore di Yale, William Deresiewicz, ha scritto un articolo intitolato: “False amicizie’’, con cui ha voluto dimostrare la trasformazione progressiva del rapporto d’amicizia. Secondo Deresiewicz infatti, definiamo “amicizia” uno scambio di brevi post, video o altri contenuti multimediali, che inevitabilmente portano ad un’estrema generalizzazione del sentimento in questione, che così non può più essere definito tale, poiché manca qualsiasi tipo di legame affettivo.
Mentre Maria Laura Rodotà, nell’articolo citato, tratta di un rapporto basato solo sulla condivisione di video riguardanti famose pop star, attori e sportivi e non sulla costante frequentazione. Questo porta a domandarsi, come gli stessi studiosi fanno da tempo, quanto i giovani possano essere influenzati negativamente da quello che Internet gli offre. In effetti il loro caso è molto differente rispetto ai trentenni di oggi che hanno avuto la possibilità di crescere un’adolescenza priva dei nuovi social network e dei famosi sms. In qualche modo questi adulti hanno coscienza dei pro e dei contro di Facebook e di conseguenza sanno anche distinguere tra modalità diverse di comunicazione. E’ affascinante come si possa accedere con tanta facilità alle informazioni personali e alla galleria fotografica di una persona, ma è altrettanto inquietante l’abuso che si fa del termine “amicizia”, ormai diventata una parola banale e priva di alcun significato affettivo. In tutta questa pericolosa superficialità spero vivamente che ci sia ancora qualcuno a dare grande valore a questo bellissimo sentimento che sa così facilmente regalarci delle emozioni indimenticabili.
-Erika Mauri-